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sabato, 12 gennaio 2008
Un cronista di "Liberazione" ha finto di essere omosessuale e si è
prestato alla "cura" di un gruppo ultracattolico
Giornalista si finge gay con un prete. Per sei mesi in "terapia cattolica"
Nell'articolo racconta la sua esperienza: "Una moda che spopola nel
Nord America"
Il presidente Arcigay Mancuso: "Intervenga il ministero della Salute"
Sei mesi in "terapia" in un gruppo ultracattolico per curare la sua
omosessualità, attraverso un percorso iniziato con l'incontro con un
sacerdote e poi con un luminare, Tonino Cantelmi (docente di
psicologia all'Università Gregoriana), quindi un test di 600 domande e
poi la "terapia riparativa".
E' quanto racconta su Liberazione oggi (23/12/2007) in edicola Davide
Varì, il giornalista che si è finto gay per sei mesi per conoscere,
scrive nell'articolo, il circuito italiano di "taumaturghi del sesso
deviato. Una moda che spopola nel Nord America grazie al lavoro di
molti gruppi legati alla Chiesa e che segue l'insegnamento e la
pratica di Joseph Nicolosi", uno psicologo clinico che "vanta ben 500
casi di 'gay trattati'".
L'inchiesta del cronista di Liberazione ha spinto il presidente dell'Arcigay,
Aurelio Mancuso, a chiedere l'intervento dell'Ordine nazionale degli
Psicologi e del ministro alla Salute, Livia Turco. "Un quadro
allarmante" ha detto Mancuso commentando l'articolo, "con figure di
primo piano coinvolte nell'applicazione di pseudo-terapie di
guarigione dall'omosessualità che derivano dalle teorie imbevute di
pregiudizi e luoghi comuni di un sedicente terapeuta cattolico
americano Joseph Nicolosi".
"Il giornalista è stato ascoltato da vari psicologi dell'équipe di
Tonino Cantelmi, presidente e fondatore dell'Associazione italiana
Psicologi e Psichiatri Cattolici e docente di psicologia
all'Università Gregoriana, e poi si è sottoposto per sei mesi a sedute
di guarigione. Il fatto è gravissimo perché - spiega Mancuso -
ricordiamo a tutti che il 17 maggio 1990, dopo secoli di persecuzione,
l'Organizzazione mondiale della sanità ha definito l'omosessualità una
variante naturale della sessualità".
"Negli anni immediatamente successivi gli Ordini internazionali degli
Psicologi e degli Psichiatri, che da decenni premevano per
l'abolizione dell'omosessualità come malattia mentale, hanno recepito
la decisione dell'Oms, così come tutti gli stati democratici, le
istituzioni europee e dell'occidente. Inoltre dal racconto si evince -
sottolinea Mancuso - che in questi studi di psicologi cattolici
reazionari sono presenti molti adolescenti minorenni, portati dai
propri genitori, il che significa che queste persone sono in qualche
modo forzate a curarsi da una patologia inesistente".
"Chiediamo l'immediato intervento dell'Ordine nazionale degli
Psicologi e del ministro alla Salute Livia Turco, affinché queste
pericolose pratiche di condizionamento sulle persone cessino
immediatamente. Vogliamo inoltre sapere - prosegue Mancuso - se
Cantelmi, i suoi collaboratori, i corsi di terapie individuali e
collettivi, siano in qualsiasi modo riconosciuti o sostenuti
finanziariamente dalla sanità pubblica oppure attraverso fondi
derivanti dall'8 per mille".
"Denunciamo infine - conclude Mancuso - come in tutto il paese, come
più volte evidenziato da nostre comunicazioni e di altre associazioni
di persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender, imperversino
gruppi di psicologi o sanitari cattolici, che nelle parrocchie e in
altri ambiti ecclesiastici propagandino la cura dell'omosessualità,
senza che alcuna autorità preposta sia per ora intervenuta a
contrastare teorie altamente lesive della dignità delle persone
omosessuali".
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Cantelmi,psicologia
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