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venerdì, 19 giugno 2009
Il Comune di Cepagatti ( PE ) con decisione del Consiglio, ha approvato la cessione di un terreno di 2000 metri quadrati alla parrocchia di Santa Lucia.
Con dovizia di particolari il sindaco Francesco Cola ci spiega il perchè di questa decisione: necessità di un luogo più ampio per i fedeli; necessità di un luogo d'incontro per la comunità; grande sfida proiettata nel futuro etc... fino a terminare con le inevitabili e vuote "" radici cristiane "".
Qui di seguito la risposta del Circolo di Pescara, inviata al Sindaco, ai mezzi di informazione e a vari blog.
Il Comune di Cepagatti, secondo un articolo apparso sul vostro quotidiano in data 17/06/09, ha ceduto un terreno di proprietà dei cittadini alla parrocchia di Santa Lucia.
E' possibile che ancora nel terzo millennio, in Italia, degli amministratori della cosa pubblica si sentano autorizzati a REGALARE un qualcosa che non appartiene a loro, ma a tutta la comunità, ad una istituzione religiosa, a cui non appartengono tutti i cittadini, nè tutti gli italiani; oltretutto un regalo ad una Istituzione, la Chiesa Cattolica, che già riceve in REGALO da parte dello Stato e degli Enti pubblici un oceano di euro ogni anno, oceano che, dati alla mano, viene impiegato in minimissima parte per la tanto sbandierata solidarietà, come da informazioni ufficiali del Ministero.
Dunque perchè continuare con questa dilapidazione del patrimonio pubblico a favore di una Chiesa? Per le " radici cristiane "?
Ma le nostre radici sono ANCHE cristiane, ma non solo...a quando, cari signori amministratori, una donazione altrettanto sostanziosa per la costruzione di un Ginnasio o magari di un Portico o ancora di un Giardino, tanto per celebrare le nostre radici di pensiero greche, altrettanto fondanti che quelle cristiane?
Un Paese laico e democratico non può e non deve favorire, privilegiare, foraggiare nessuna Istituzione religiosa, ma lasciare la più ampia libertà a chiunque di professare il credo che più gli aggrada o magari nessuno, senza aggravi per le finanze pubbliche. La religione non è e non può essere l'elemento di aggregazione di uno Stato moderno ( anche perchè la storia ci insegna che le religioni hanno sempre significato divisioni e guerre ), non può e non deve essere ciò che ci accomuna, proprio perchè non tutti i cittadini sono religiosi e non tutti quelli religiosi hanno la stessa religione: in Italia, ad esempio, esiste un 10% circa di non credenti, cioè circa 6 milioni di persone che non si riconoscono in nessuna religione e verso cui, lo Stato e gli Enti pubblici continuano ad attuare discriminazioni vistose come quest'ultima del Comune di Cepagatti.
Roberto Anzellotti
Coord. Circolo UAAR ( Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti )
Pescara
sabato, 12 gennaio 2008
Un cronista di "Liberazione" ha finto di essere omosessuale e si è
prestato alla "cura" di un gruppo ultracattolico
Giornalista si finge gay con un prete. Per sei mesi in "terapia cattolica"
Nell'articolo racconta la sua esperienza: "Una moda che spopola nel
Nord America"
Il presidente Arcigay Mancuso: "Intervenga il ministero della Salute"
Sei mesi in "terapia" in un gruppo ultracattolico per curare la sua
omosessualità, attraverso un percorso iniziato con l'incontro con un
sacerdote e poi con un luminare, Tonino Cantelmi (docente di
psicologia all'Università Gregoriana), quindi un test di 600 domande e
poi la "terapia riparativa".
E' quanto racconta su Liberazione oggi (23/12/2007) in edicola Davide
Varì, il giornalista che si è finto gay per sei mesi per conoscere,
scrive nell'articolo, il circuito italiano di "taumaturghi del sesso
deviato. Una moda che spopola nel Nord America grazie al lavoro di
molti gruppi legati alla Chiesa e che segue l'insegnamento e la
pratica di Joseph Nicolosi", uno psicologo clinico che "vanta ben 500
casi di 'gay trattati'".
L'inchiesta del cronista di Liberazione ha spinto il presidente dell'Arcigay,
Aurelio Mancuso, a chiedere l'intervento dell'Ordine nazionale degli
Psicologi e del ministro alla Salute, Livia Turco. "Un quadro
allarmante" ha detto Mancuso commentando l'articolo, "con figure di
primo piano coinvolte nell'applicazione di pseudo-terapie di
guarigione dall'omosessualità che derivano dalle teorie imbevute di
pregiudizi e luoghi comuni di un sedicente terapeuta cattolico
americano Joseph Nicolosi".
"Il giornalista è stato ascoltato da vari psicologi dell'équipe di
Tonino Cantelmi, presidente e fondatore dell'Associazione italiana
Psicologi e Psichiatri Cattolici e docente di psicologia
all'Università Gregoriana, e poi si è sottoposto per sei mesi a sedute
di guarigione. Il fatto è gravissimo perché - spiega Mancuso -
ricordiamo a tutti che il 17 maggio 1990, dopo secoli di persecuzione,
l'Organizzazione mondiale della sanità ha definito l'omosessualità una
variante naturale della sessualità".
"Negli anni immediatamente successivi gli Ordini internazionali degli
Psicologi e degli Psichiatri, che da decenni premevano per
l'abolizione dell'omosessualità come malattia mentale, hanno recepito
la decisione dell'Oms, così come tutti gli stati democratici, le
istituzioni europee e dell'occidente. Inoltre dal racconto si evince -
sottolinea Mancuso - che in questi studi di psicologi cattolici
reazionari sono presenti molti adolescenti minorenni, portati dai
propri genitori, il che significa che queste persone sono in qualche
modo forzate a curarsi da una patologia inesistente".
"Chiediamo l'immediato intervento dell'Ordine nazionale degli
Psicologi e del ministro alla Salute Livia Turco, affinché queste
pericolose pratiche di condizionamento sulle persone cessino
immediatamente. Vogliamo inoltre sapere - prosegue Mancuso - se
Cantelmi, i suoi collaboratori, i corsi di terapie individuali e
collettivi, siano in qualsiasi modo riconosciuti o sostenuti
finanziariamente dalla sanità pubblica oppure attraverso fondi
derivanti dall'8 per mille".
"Denunciamo infine - conclude Mancuso - come in tutto il paese, come
più volte evidenziato da nostre comunicazioni e di altre associazioni
di persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender, imperversino
gruppi di psicologi o sanitari cattolici, che nelle parrocchie e in
altri ambiti ecclesiastici propagandino la cura dell'omosessualità,
senza che alcuna autorità preposta sia per ora intervenuta a
contrastare teorie altamente lesive della dignità delle persone
omosessuali".
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Cantelmi,psicologia
venerdì, 28 dicembre 2007
Notizie Radicali
mercoledì 12 dicembre 2007
L'ultima follia di Papa Ratzinger: gli omosessuali minacciano la pace
di Luciano Pecorelli
Sua Santità Benedetto XVI, questa volta si è superato. Con uno scatto degno
del migliore centometrista, ha lasciato alle sue spalle i migliori
ayatollah, imam e mullah, arrivando a paragonare, indirettamente, gli
omosessuali, e di fatto anche noi Radicali che ne sosteniamo i diritti, ai
terroristi ed alle armi atomiche.
Quest'uomo è un grande, non c'è che dire, prima promulga un'enciclica alla
Pio IX il giorno della presa di Roma, che è riuscita in un sol colpo al
offendere scienza, politica, filosofia e religioni (capolavoro difficilmente
raggiungibile anche dal suo estimatore, il "gaffeur" Berlusconi). Adesso
tanto per non farsi mancar nulla, dopo aver mollato in suo nome i politici
baciapile contro lo stato laico, attacca gli omosessuali ed anche noi
Radicali in maniera omofoba, pesante e volgare. Il pontefice, ha infatti
dichiarato in occasione del Suo messaggio per la "Giornata mondiale per la
Pace 2008", che "chi osteggia la famiglia basata sul matrimonio tra uomo e
donna, rende "fragile" la pace nel mondo". Non posso tacere, sarebbe vile ed
errato, quindi dico la mia: Santità, con tutto il rispetto, si dia una
calmata e prima di parlare si accerti di aver tutto connesso. Noi Radicali
non ostacoliamo nel modo più assoluto la famiglia tradizionale, sosteniamo
invece con forza che anche chi appartiene allo stesso sesso, ha diritto a
creare una famiglia, l'unico che non lo ha capito, oltre Lei, è il povero
Angius. E' tutt'altra cosa, mi pare.
Le vere minacce alla pace nel mondo arrivano dai terroristi, dal proliferare
delle armi atomiche, dalle ingiustizie, dalla fame, e dalla diffusa
violenza, oltre si intende da qualche incauto discorso che anche lei ha
pronunciato. Santità, lasci in pace gli omosessuali, molti di loro sono, o
forse erano, devoti credenti, più di quelle migliaia di sacerdoti che si
sono macchiati dell'ignobile reato di pedofilia, che Ella tende a fingere di
non vedere, tenga poi presente che nella Gerarchia, come nel basso clero,
sono tanti gli omosessuali. Li lasci in pace, e dica ai Suoi amici
baciapile, Binetti, Mastella, ecc.di fare altrettanto. Lei e quella chiesa
che rappresenta, nulla possono come costruttori di pace, semplicemente
perché, per banali motivi di denaro, fate sempre accordi con i "cattivi", in
nome di Cristo per carità, ma sempre con i cattivi. . I costruttori di pace
siamo noi Radicali, non siamo i soli chiaramente, perché pur se laicamente,
di solito non rubiamo, non uccidiamo, non nominiamo il nome di Dio invano ed
onoriamo il padre e la madre, non adoriamo idoli di sorta, non facciamo
falsa testimonianza e non desideriamo i beni altrui. Inoltre siamo non
violenti. A proposito Santità, i Radicali, amiamo solitamente il prossimo
come noi stessi, e gli omosessuali sono anch'essi prossimo, come lo è Lei.
Quindi nonostante qualche mal di pancia, amiamo anche Lei. Solo non andiamo
a strombazzarlo tutti i giorni, visto che amare e difendere il prossimo
indifeso e la società laica è una delle nostre ragioni d'esistere; capito
Angius o ti debbo fare un disegno? La saluto Santità, certamente con
maggiore rispetto di quanto ella ne usi nei nostri confronti ed in quelli
delle nostre sorelle e dei nostri fratelli omosessuali, preti compresi.
Perché non prova anche Lei a comprendere ed amare.magari Cristo penserebbe
di non essersi fatto crocifiggere per niente, come gli deve succedere ogni
volta che La sente parlare. Provi Santità, mi creda non ha niente da
perdere, provi.
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